Coltivare il suolo prima ancora delle verdure

Luka è un agricoltore rigenerativo sloveno e fondatore della fattoria Freško, un progetto basato sui principi del market gardening, un modello agricolo che permette di coltivare una grande varietà di ortaggi su superfici ridotte attraverso tecniche intensive ma rispettose dell’ecosistema. Nell’ ambito del progetto Erasmus + Edible Cities: Transforming vacant urban spaces into green jobs for NEET youth – 2025-2-DE04-KA220-YOU-000375269, Freško ci racconta il suo lavoro e come avvicina l’agricoltura ai giovani. Nella fattoria Freško crescono più di 35 varietà di ortaggi durante la stagione produttiva. A differenza dell’agricoltura convenzionale, dove spesso grandi superfici vengono dedicate a poche colture, il modello di Luka punta sulla biodiversità e sull’utilizzo intelligente dello spazio. Il modello di vendita della fattoria Freško si basa sulle cassette settimanali di verdure, chiamate in dialetto locale “škrtoci”, e ogni settimana i clienti ricevono una selezione di cinque, sei o sette verdure disponibili in quel momento. Non è quindi il consumatore a scegliere ogni singolo prodotto, ma è la stagione a determinare cosa arriva sulla tavola. Questo sistema permette di valorizzare la produzione locale, ridurre gli sprechi e creare un rapporto più stretto tra chi coltiva e chi consuma.

Attraverso i social media, soprattutto Instagram e Facebook, racconta il lavoro quotidiano della fattoria e spiega perché un prodotto coltivato con metodi sostenibili può avere un prezzo diverso rispetto alla media del mercato. Secondo Luka, oggi un agricoltore deve anche essere un educatore: deve aiutare le persone a capire cosa c’è dietro un alimento, quanta cura richiede e quali benefici porta un sistema agricolo che protegge il suolo. Per questo Freško ha organizzato anche visite alla fattoria e attività pratiche, dove le persone hanno potuto entrare direttamente nel campo, costruire aiuole rialzate e imparare le basi dell’agricoltura rigenerativa. Una delle difficoltà principali della sua esperienza riguarda proprio il microclima della zona in cui si trova il campo. Negli anni precedenti la siccità è stata una delle sfide più grandi, soprattutto perché non dispone di una fonte d’acqua vicina e deve fare molto affidamento sulle precipitazioni naturali. In altre stagioni, invece, il problema è stato opposto: piogge abbondanti che hanno ridotto la necessità di irrigazione ma favorito la comparsa di malattie fungine e infestazioni parassitarie, perciò è importante imparare ad anticiparlo e ridurre i possibili danni attraverso un sistema agricolo più resiliente.

A chi sogna di diventare agricoltore o coltivatore, Luka dà un consiglio molto concreto: iniziare in piccolo, “Partite dalla superficie più piccola possibile.” L’agricoltura è un lavoro impegnativo, che richiede tempo, esperienza e una grande capacità di adattamento. Prima di investire in grandi progetti è importante capire se questo stile di vita è davvero adatto alla propria persona, e di informarsi attraverso testi aggiornati e conoscenze moderne, evitando di affidarsi solo a metodi basati su dati vecchi di decenni. Ma soprattutto invita a fare esperienza pratica: sporcarsi le mani, osservare il terreno e imparare direttamente dal campo. Un altro elemento fondamentale per Luka è il supporto delle persone vicine, in quanto fare agricoltura può essere un percorso solitario e impegnativo, soprattutto nei momenti difficili, e avere qualcuno con cui condividere il lavoro, ricevere aiuto e confrontarsi può fare una grande differenza.

L’agricoltura rigenerativa dimostra che anche superfici limitate possono produrre cibo di qualità quando il focus non è solo sulla quantità, ma sulla salute dell’ecosistema.

Guarda l’intervista completa a Luka Belič per scoprire il mondo dell’agricoltura rigenerativa, del market gardening e della produzione locale di cibo.

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