Può un balcone diventare un piccolo laboratorio di birra artigianale?

Quando pensiamo alla produzione di birra immaginiamo spesso grandi impianti, campi di orzo e coltivazioni di luppolo. Ma cosa succede quando questa passione entra negli spazi della città, tra balconi, condomini e piccoli orti urbani? Secondo Dimitrij Jurišič, homebrewer, esperto di birra artigianale e fondatore del beer bar Ghetto Something di Capodistria, la risposta non è semplicemente sì o no: dipende da cosa vogliamo ottenere. Nel contesto del progetto Edible Cities: Transforming vacant urban spaces into green jobs for NEET youth – 2025-2-DE04-KA220-YOU-000375269, Dimitrij racconta il rapporto tra produzione domestica, ingredienti locali, fermentazione e creatività urbana, mostrando come anche piccoli spazi possano diventare luoghi di sperimentazione. Il luppolo è uno degli ingredienti simbolo della birra, ma coltivarlo in casa richiede conoscenze e attenzione. E’ un processo tecnico complesso: dopo la raccolta, infatti, il luppolo deve essere lavorato rapidamente per evitare l’ossidazione e la perdita delle sue caratteristiche aromatiche. In teoria, però, coltivare luppolo in ambiente urbano è possibile. Una o due piante possono produrre una quantità sufficiente per realizzare alcuni litri di birra, anche se bisogna considerare diversi fattori: spazio disponibile, esposizione al sole, temperature e soprattutto la fase di essiccazione e conservazione. Una pianta di luppolo ben sviluppata può raggiungere diversi metri di altezza e produrre alcune centinaia di grammi di luppolo secco, quantità che può essere sufficiente per produzioni casalinghe.

Secondo Dimitrij, è molto più semplice coltivare in casa erbe aromatiche, spezie e ingredienti aggiuntivi che possono essere utilizzati durante la produzione. Molti birrai artigianali sperimentano proprio con quello che hanno a disposizione: piante coltivate sul balcone, prodotti dell’orto o ingredienti raccolti localmente. Un esempio semplice è la birra al peperoncino: basta anche un vaso con alcune piante per avere un ingrediente capace di trasformare una ricetta. La creatività della birra artigianale nasce spesso proprio da questa capacità di guardarsi intorno e utilizzare ciò che il territorio offre. Una delle tendenze più interessanti della craft beer moderna è l’utilizzo di ingredienti spontanei o locali. Alcuni produttori raccolgono direttamente frutti e piante in natura per creare nuove birre: bacche selvatiche, sambuco, fragole, fiori, rosa canina e persino funghi. Il principio è semplice: se un ingrediente è commestibile e non contiene elementi problematici per la conservazione della birra, può teoricamente diventare parte di una ricetta. Ovviamente bisogna conoscere bene le caratteristiche degli ingredienti. Oli, grassi o sostanze che possono compromettere la stabilità della bevanda possono creare problemi, ma il mondo vegetale offre un’enorme varietà di possibilità. La sperimentazione è uno degli aspetti che rende interessante la birra artigianale contemporanea. Una birra può raccontare il luogo da cui nasce, proprio come succede con il vino o altri prodotti alimentari. Un esempio sono le birre realizzate con ingredienti marini o sperimentazioni che utilizzano prodotti locali come le cozze, birre che trasformano il territorio in un ingrediente: il mare, il bosco e l’orto entrano direttamente nel bicchiere. Produrre una birra artigianale completamente da zero è possibile, ma Dimitrij sottolinea che non è così semplice come potrebbe sembrare.

Gli ingredienti fondamentali della birra sono principalmente acqua, malto d’orzo, luppolo, e lievito. Il problema è che produrre autonomamente ogni elemento richiede spazio, tempo e conoscenze specifiche. Per esempio, per circa 20 litri di birra servono diversi chilogrammi di malto. Coltivare abbastanza cereali su un balcone è quindi praticamente impossibile. Anche il luppolo, pur essendo coltivabile in casa, richiede attenzione nella lavorazione. Per questo motivo molti homebrewer acquistano ingredienti prodotti da aziende specializzate e concentrano la propria creatività sulla ricetta e sul processo di fermentazione. Fare una birra semplice con ingredienti raccolti in natura è teoricamente possibile, ma ottenere una birra di alta qualità richiede conoscenza della chimica e della fisica della fermentazione.

La fermentazione come connessione tra persone e territorio

La produzione domestica non renderà probabilmente le città completamente autosufficienti dal punto di vista alimentare, secondo Dimitrij. Le quantità necessarie per nutrire una società moderna richiederebbero grandi superfici e sistemi agricoli complessi, ma ad oggi, il valore della produzione domestica è quello di riportare le persone in contatto con la natura. Coltivare una pianta, fermentare un prodotto o creare una bevanda con le proprie mani cambia il rapporto con ciò che consumiamo. Anche un risultato imperfetto può avere un valore speciale, perché contiene una parte della persona che lo ha creato. Uno degli strumenti più importanti per diffondere queste pratiche sono gli incontri e i workshop: vedere, toccare e sperimentare direttamente permette di imparare più facilmente rispetto alla sola teoria. Anche piccoli scambi di piante, talee e conoscenze possono creare nuove comunità urbane.

Non tutti possono avere un orto o produrre tutto ciò che consumano, ma un balcone con erbe aromatiche, una pianta di luppolo o una piccola fermentazione casalinga possono cambiare il modo in cui guardiamo alla città.

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